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L’Ambasciatore-San Pietro in tableau vivant del Cenacolo di Leonardo

Data:

18/05/2018


L’Ambasciatore-San Pietro in tableau vivant del Cenacolo di Leonardo

"Arte viva, viva l’arte", si potrebbe sintetizzare, parafrasando lo slogan dell’ultima Biennale. Cosa non si farebbe per promuovere la bellezza dei nostri capolavori? Intendiamoci, né Leonardo né (in particolare) il Cenacolo vinciano avrebbero bisogno di pubblicità. Ma ogni azione che aiuta ad avvicinare l’arte al pubblico e rendere la cultura più viva e accessibile va comunque sostenuta. Ecco quindi l’ambasciatore italiano a Tbilisi, Antonio Bartoli, nei panni di San Pietro nell’Ultima Cena, in una delle ricostruzioni (in video e foto), stile "tableaux vivants", proposte da una pagina Facebook georgiana che sta diventando popolare @justanotherexibition.


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"Due anni fa avevamo portato "Chiaroscuro", un bellissimo spettacolo su Caravaggio. Ma loro erano professionisti... La prossima volta scelgo un altro ruolo. Pietro, nella sua straordinaria umanità, è un punto di riferimento. Quando mi hanno chiesto che personaggio avrei voluto interpretare, non ho avuto dubbi. Alcuni dei miei compagni di scena – a cominciare proprio da Gesù – non avevano neanche bisogno di trucco. Nel mio caso: barba posticcia e capelli imbiancati. Seduta make-up impegnativa. E, soprattutto, posa a rischio sciatica. Lunghi minuti in una posizione contorta, una mano verso S. Giovanni, nell’altra un coltello. Faticoso, ma divertente", racconta l’ambasciatore Bartoli.

Il Cenacolo (quello vero) - 4,60X8,80 metri, è un dipinto parietale ottenuto con una tecnica mista a secco su intonaco, databile tra il 1495 e il 1498, conservato al Santuario di Santa Maria delle Grazie (Milano). Nel 1980 è stato iscritto nella World Heritage List UNESCO.


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Attorno a Cristo gli apostoli sono disposti in quattro gruppi di tre, diversi, ma equilibrati simmetricamente. Il dipinto si basa sul Vangelo di Giovanni, nel quale Gesù annuncia che verrà tradito da uno dei suoi apostoli. Ognuno di loro reagisce alla rivelazione di Gesù in modo diverso. Tutti sono in movimento e sembrano dire con i gesti: "Non sono io, non lo farei mai", solo Gesù e Giuda sono fermi. Pietro con la mano destra impugna il coltello, come in moltissime altre raffigurazioni rinascimentali dell'ultima cena, e, chinandosi impetuosamente in avanti, con la sinistra scuote Giovanni chiedendogli "Di', a chi si riferisce?" Domanda a Giovanni di rivolgersi a Gesù per sapere da lui chi lo tradirà; questo con l’intenzione di ammazzare subito la persona traditrice con il coltello che si trova in mano.


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L’invenzione di Leonardo nasce dall’utilizzo della luce e dalla nuova prospettiva alle spalle dei commensali. L’apertura di tre finestre, oltre le quali si intravede un paesaggio luminoso, in controluce, illumina gli Apostoli anche da dietro e dai lati. Questa prospettiva del tutto particolare è frutto di una combinazione rivoluzionaria tra la prospettiva spaziale fiorentina e quella ottenuta con il chiaroscuro. Nessun pittore, in seguito, si è potuto liberare totalmente da questo modello, imitandone almeno qualche dettaglio.


Luogo:

Tbilisi

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