{"id":2488,"date":"2023-12-05T10:36:03","date_gmt":"2023-12-05T06:36:03","guid":{"rendered":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/?p=2488"},"modified":"2023-12-05T11:17:37","modified_gmt":"2023-12-05T07:17:37","slug":"il-mondo-delle-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2023\/12\/il-mondo-delle-donne\/","title":{"rendered":"Il mondo delle donne"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019idea della donna etrusca \u00e8 stata per molto tempo legata ai giudizi negativi degli scrittori antichi. In realt\u00e0 le donne erano decisamente pi\u00f9 evolute rispetto ad altre societ\u00e0 antiche, occupavano posizioni di prestigio e come mostrano le epigrafi, erano dotate di un nome proprio al contrario del mondo romano dove erano identificate con il nome della famiglia. Inoltre, in molte iscrizioni, compare il nome del padre e quello della madre (matronimico), un aspetto non casuale che prova di una condizione di parit\u00e0 giuridica tra madre e padre. Potevano assistere insieme gli uomini a spettacoli e giochi sportivi e intrattenersi in amabili conversazioni 065-066. Le raffigurazioni e i reperti rivelano l\u2019immagine di una donna che amava vestirsi bene e indossare\u00a0gioielli e che dedicava molto tempo alla\u00a0cura del proprio aspetto utilizzando preziosi specchi incisi 067- 068 e contenitori per unguenti e profumi in bucchero 069 e in argilla dipinta 070-071.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-2536 img-fluid\" src=\"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/orecchini-terrosi-copia-300x175.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"175\" srcset=\"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/orecchini-terrosi-copia-300x175.jpg 300w, https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/orecchini-terrosi-copia-1024x597.jpg 1024w, https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/orecchini-terrosi-copia-768x448.jpg 768w, https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/wp-content\/uploads\/2023\/12\/orecchini-terrosi-copia.jpg 1860w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p><strong><u><br \/>\nLa Tomba della Bella Signora<\/u><\/strong><\/p>\n<p>La cura del corpo con l\u2019uso di profumi, unguenti e trucco era simbolo di una donna raffinata e di rango quale era Thana Plecunia. L\u2019urna con il tetto a doppio spiovente richiamava l\u2019aspetto di una casa e la decorazione con una testa femminile rappresentava una divinit\u00e0 della natura 059. Il corredo della defunta era costituito da un cofanetto in legno rivestito con lastrine di osso, peducci a forma di sirena e una toppa in bronzo 060. Questo oggetto, simbolo della bellezza femminile, veniva donato alle spose come augurio di una vita piena di amore, nel caso di una morte precoce, prima delle nozze, la giovanetta lo avrebbe usato nella vita ultraterrena.\u00a0 All\u2019interno del cofanetto oltre al chiavistello 063 vi erano gli strumenti per la cura del corpo di una donna di rango, come le pinzette per la depilazione 061, due anellini 062 e un prezioso contenitore per unguento in alabastro (alabastron) 064. Il contenuto dell\u2019alabastron era probabilmente una sostanza densa e profumata che veniva utilizzata sul corpo e sui capelli, era composta da olio vegetale, resine di pino, mastice, cere vegetali e grassi animali. Le fonti antiche ricordano, infatti, come gli Etruschi fossero abituati alle sostanze cosmetiche o medicamentose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019idea della donna etrusca \u00e8 stata per molto tempo legata ai giudizi negativi degli scrittori antichi. In realt\u00e0 le donne erano decisamente pi\u00f9 evolute rispetto ad altre societ\u00e0 antiche, occupavano posizioni di prestigio e come mostrano le epigrafi, erano dotate di un nome proprio al contrario del mondo romano dove erano identificate con il nome [&hellip;]","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-2488","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2488","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2488"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2488\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2539,"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2488\/revisions\/2539"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2488"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2488"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}