{"id":1503,"date":"2019-03-25T11:59:05","date_gmt":"2019-03-25T07:59:05","guid":{"rendered":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2019\/03\/de-chirico-esoterico-viaggiatore\/"},"modified":"2019-03-25T11:59:05","modified_gmt":"2019-03-25T07:59:05","slug":"de-chirico-esoterico-viaggiatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2019\/03\/de-chirico-esoterico-viaggiatore\/","title":{"rendered":"De Chirico esoterico. Viaggiatore tra due mondi. Opere in mostra"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Opere in mostra<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-natura_morta_con_selvaggina-1.jpg\" alt=\"de chirico natura morta con selvaggina 1\" width=\"250\" height=\"343\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Natura morta con selvaggina<\/strong><br \/>Olio su tela, 70X49cm, 1923<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-natura_morta_con_selvaggina-2.jpg\" alt=\"de chirico natura morta con selvaggina 2\" width=\"250\" height=\"350\" \/><br \/><strong><br \/>Natura morta con selvaggina<\/strong><br \/>Olio su tela, 70X49cm, 1923<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due nature morte sono opere molto simili tra di loro nella rappresentazione dei soggetti e nella tecnica utilizzata; furono dipinte nel periodo immediatamente seguente alla prima stagione metafisica, in cui de Chirico, riscopre l\u2019arte dei grandi artisti nei musei e inizia a fare copie in particolare dai maestri italiani del Rinascimento. In queste due opere in realt\u00e0 il modello \u00e8 piuttosto quello delle grandi nature morte fiamminghe del tardo Cinquecento e del Seicento in genere. Se nell\u2019Europa, sconvolta nel quindicennio precedente dall\u2019irrompere delle Avanguardie, \u00e8 il tempo del &#8220;ritorno all\u2019ordine&#8221; figurativo e classicista, De Chirico preferisce parlare per se di &#8220;ritorno al mestiere&#8221; e quindi anche alla rivisitazione dei generi. In particolare la natura morta sar\u00e0 sempre un genere praticato e studiato per tutto l\u2019arco della sua vicenda artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-la_commedia_e_la_tragedia.jpg\" alt=\"de chirico la commedia e la tragedia\" width=\"300\" height=\"378\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>La commedia e la tragedia<\/strong><br \/>Olio su tela, 146X114cm, 1926<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre sono gli elementi alla base di questa celebre rappresentazione. L\u2019accostamento di De Chirico al mondo del teatro, avvenuto negli anni immediatamente precedenti; la ripresa, sempre nello stesso periodo del tema del manichino, gi\u00e0 fondamentale protagonista della prima grande stagione metafisica; ed infine il tema della classicit\u00e0, del mito e della storia. \u00abIl manichino \u2013 ha scritto De Chirico \u2013 non \u00e8 una finzione, \u00e8 una realt\u00e0, anzi una realt\u00e0 triste e mostruosa. Noi spariremo, ma il manichino resta\u00bb. E ci\u00f2 vale tanto pi\u00f9 se il manichino si presenta come allegoria dei due generi teatrali, classici per eccellenza, che attraverso la finzione, hanno rappresentato, e continuano nel tempo a fare riflettere sui grandi temi, i drammi, le angosce e i conflitti, personali e collettivi, di una societ\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-donna_nuda.jpg\" alt=\"de chirico donna nuda\" width=\"250\" height=\"314\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Donna nuda<\/strong><br \/>Dipinto ad emulsione idro-oleica (tempera grassa) su tela, 46,5X38cm, databile al 1926\/30<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il gruppo di nudi eseguiti nella seconda parte degli anni venti e che culmineranno con l\u2019Arianna abbandonata del 1930, si inserisce in una fase in cui &#8220;il ritorno al mestiere&#8221; abbandona i temi dell\u2019antico, della storia e del mito per volgersi allo studio della natura e della figura umana. Solo un tempio, molto sullo sfondo, richiama il tema dell\u2019antico, quasi a proporre un passaggio di interesse, anche se non uno stacco netto. Il riferimento evidente in questi nudi, sia per il trattamento del soggetto che per i colori e per la pennellata soffice utilizzata, guarda ad un modello ottocentesco e cio\u00e8 ai grandi nudi di Renoir. L\u2019Ottocento \u2013 un nome per tutti Bocklin- non smetter\u00e0 mai di essere fonte di ispirazione di De Chirico, ma qui il riferimento non \u00e8 tanto sulle atmosfere simboliste e decadenti che tanto peso ebbero nel pensiero del Maestro, quanto ad una ambientazione mediterranea e sensuale: e questa atmosfera sembra essere il trait- d\u2019union che lega questa ricerca alla fase immediatamente precedente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-cavallo_rampante.jpg\" alt=\"de chirico cavallo rampante\" width=\"300\" height=\"220\" \/><\/p>\n<p><strong>Cavallo rampante<\/strong><br \/>Olio su cartone telato, 24X18cm, databile al 1928 ca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anni della ricerca sui miti classici e mediterranei e sui temi legati all\u2019antichit\u00e0 greca e romana (\u00e8 il periodo dei primi gladiatori) sono anche legati alla comparsa di uno dei motivi che saranno tra i prediletti da De Chirico, e ci\u00f2 quello del cavallo. E\u2019 un tema che ha molti legami con sua la formazione e i suoi interessi culturali. Cavalli sono reminiscenza della Tessaglia, sua terra natale, celebre per gli allevamenti di questi animali; cavalli, e cavalli rampanti, tendenti al monumentale, sono immagini riprese dalla statuaria antica. Ed \u00e8 proprio dalla statuaria antica che parte il motivo di questo olio che si presenta come un abbozzo che a partire dalla posa classica statica, si prefigge di studiare l\u2019evoluzione delle linee di movimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-cavalli_bianchi.jpg\" alt=\"de chirico cavalli bianchi\" width=\"300\" height=\"229\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Cavalli bianchi<br \/>Olio su tela, 73X92cm, 1929<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa rappresenta il cavallo per de Chirico? De Chirico non dipinge un cavallo per rappresentare un cavallo, bens\u00ec dipinge l\u2019idea di un cavallo, che \u00e8 metafisica, nell\u2019equivalenza cavallo \u2013 mito, associato al culto di Poseidon, il destriero consacrato a Marte, ad Apollo, agli eroi, i cavalli di Achille (Balio e Xanto), e poi i cavalli dell\u2019Aurora (Fetonte e Lampo), e ancora si potrebbe continuare con i cavalli dei Dioscuri.<br \/>I cavalli perci\u00f2 per de Chirico hanno la stessa valenza pittorica dei nudi, del paesaggio, delle nature morte (o vite silenti), dei ritratti e degli autoritratti, in pratica tutti i repertori classici del maestro, quando non dipingeva opere di &#8220;invenzione&#8221;, ovvero manichini, archeologi, bagni misteriosi, interni metafisici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-studio_di_figura.jpg\" alt=\"de chirico studio di figura\" width=\"300\" height=\"202\" \/><br \/><strong>Studio di figura (da Michelangelo)<\/strong><br \/>Olio e tempera su tela, 35X25cm, databile met\u00e0 anni quaranta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019interesse per lo studio dell\u2019arte dei maestri del Quattrocento e del primo Rinascimento, che ha caratterizzato gli anni del primo dopoguerra, si intensifica negli anni quaranta, periodo al quale si riferisce presumibilmente questo studio, allargandosi a maestri del Rinascimento maturo e sino ad alcuni artisti dell\u2019Ottocento. Scriveva De Chirico anni addietro: &#8220;Per mio conto sono tranquillo, e mi fregio di tre parole che voglio siano il suggello d\u2019ogni mia opera: Pictor optimus sum&#8221;; di fronte a tale affermazione il confronto col Michelangelo della Sistina, al centro di questo studio, diventa un passaggio obbligato a cui non solo l\u2019artista non si sottrae, ma che si impegna ad assumere e reinterpretare cogliendo con l\u2019essenzialit\u00e0 delle linee il senso del gesto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-autunno.jpg\" alt=\"de chirico autunno\" width=\"150\" height=\"388\" \/><br \/><strong>L&#8217;Autunno<\/strong><br \/>Olio su tela, 200X89cm, 1949<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema dell\u2019autunno, della sua bellezza malinconica, ha anch\u2019esso radici profonde che scaturiscono dal suo particolare rapporto con una citt\u00e0, Torino, la citt\u00e0 della tragica fine del suo amato Nietzsche, amante dell\u2019autunno. Scrive De Chirico &#8221; La vera stagione per Torino, quella durante la quale meglio si manifesta la sua grazia metafisica, \u00e8 l\u2019autunno, autunno che non ha niente in comune con l\u2019autunno romantico, con il cielo ingombro di nuvole, con le foglie morte e la partenza delle rondini.&#8221; Non \u00e8 un caso che uno dei primissimi dipinti metafisici sia proprio &#8220;L\u2019enigma di un pomeriggio d\u2019autunno&#8221;; cos\u00ec come non \u00e8 un caso che in questo olio del 1949 ritornino atmosfere metafisiche, quasi surreali, in cui la melanconia e la grazia sono rappresentate da un nudo femminile statuario e classico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-le_bagnanti.jpg\" alt=\"de chirico le bagnanti\" width=\"350\" height=\"215\" \/><br \/><strong>Le bagnanti<\/strong><br \/>Olio su tela, 35X55cm,1950 ca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema della bagnanti \u00e8 un altro dei temi prediletti dal maestro. E nel quale sono forti i riferimenti alla pittura classica, da Tiziano, passando per Velazquez, fino ad Ingres. Tra la seconda met\u00e0 degli anni quaranta e l\u2019inizio del decennio successivo il tema acquista una particolare fisionomia: non immagini solitarie, o in primo piano, di grandi nudi su spiagge sabbiose e assolate , ma ambientazioni in cui diverse figure femminili, in genere due, in un gioco di contrapposizione tra pose differenti, come in questo esempio, sono immerse in paesaggi naturali che ricordano molto da vicino ambientazioni idilliache legate al classicismo seicentesco. Sar\u00e0 appunto il suo periodo da taluni critici denominato &#8220;barocco&#8221;, un barocco forse meno idilliaco rispetto al modello di riferimento, ma che sar\u00e0 ostentatamente proposto in chiave polemica contro gli artisti e le correnti contemporanee che lui stesso aveva contribuito a sviluppare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-il_giudizio_di_paride.jpg\" alt=\"de chirico il giudizio di paride\" width=\"350\" height=\"257\" \/><br \/><strong>Il giudizio di Paride (abbozzo)<\/strong><br \/>Matita e acquerello su cartoncino, 40X30,2cm, databile inizio anni Cinquanta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scoperta del Seicento, alla base della fase pi\u00f9 controversa di De Chirico, quella &#8220;barocca&#8221;, passa per la scoperta e poi la rivisitazione di Rubens. Temi e tecnica, colori e figure del grande maestro fiammingo vengono presi come modelli e rielaborati. E la grande tela, oggi al Prado, del Giudizio di Paride diventa per De Chirico motivo di ispirazione e di elaborazione per diverse opere. Qui si tratta appunto di un abbozzo su cartoncino, che testimonia di questo interesse e del processo di elaborazione del tema; in esso solo una delle figura femminili e la figura maschile di spalle risultano in qualche modo compiute, insieme al paesaggio naturale contro il quale si stagliano, e di cui viene accennato il contorno in acquerello con l&#8217;utilizzo dei soli rossi ed azzurri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-piazza_ditalia.jpg\" alt=\"de chirico piazza ditalia\" width=\"350\" height=\"263\" \/><br \/><strong>Piazza d&#8217;Italia<\/strong><br \/>Olio su tela, 30X40cm, fine anni Cinquanta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le &#8220;piazze d\u2019Italia&#8221;, ha scritto il critico Maurizio Calvesi, sono il primo tema figurativo del de Chirico metafisico. n queste opere, continua Calvesi, ricorrono i temi tipici della sua pittura, quelli dell\u2019infinito, della solitudine, del tempo eccepito, del mistero e dell\u2019enigma, delle vie deserte, delle piazze tacite ove domina come un\u2019ombra il monumento equestre, della statua che incarna la sospensione e l\u2019attesa, del presagio, dell\u2019occhio veggente, della figura chiusa nella tunica nera che guarda pensosa all\u2019orizzonte.<br \/>La pittura di de Chirico nasce dalla memoria di architetture italiane classiche e ottocentesche in un\u2019atmosfera di lucidissima e statica assurdit\u00e0. Solitudine, silenzio, fughe prospettiche, illusioni spaziali, ombre nitide stampate su lisci selciati, portici d\u2019ombra, cieli antichi, volumi netti, statue solitarie e talvolta una forma di vita [\u2026] sospesa, avvolta in un velo impalpabile che la separa dal resto del mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-ettore_e_andromaca.jpg\" alt=\"de chirico ettore e andromaca\" width=\"200\" height=\"337\" \/><br \/><strong>Ettore e Andromaca<\/strong><br \/>Bronzo argentato, 95X55X45cm, 1970<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scena della scultura \u00e8 ambigua, il suo significato \u00e8 misterioso e l\u2019unico indizio che parrebbe darle un senso \u00e8 il titolo, che si riferisce a un episodio del VI libro dell\u2019Iliade, ed \u00e8 quindi parte di quel patrimonio culturale classico di cui de Chirico era profondamente intriso. L\u2019artista fa riferimento alla drammatica scena del saluto tra Ettore e Andromaca, quando l\u2019eroe ignorando le preghiere della sposa, decide di affrontare Achille in battaglia. Il forte sentimentalismo messo in versi da Omero qui \u00e8 completamente assente: nel mondo dechirichiano infatti gli aspetti narrativi ed emotivi scompaiono perch\u00e9 le vicende personali e la cronaca non hanno posto; gli aspetti fisici e i sentimenti sono trascurati a favore di quelli metafisici; quello che rimane della vicenda mitica \u00e8 solo il senso di sospensione , di destino incombente e misterioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-cavalli_in_riva_al_tirreno.jpg\" alt=\"de chirico cavalli in riva al tirreno\" width=\"300\" height=\"383\" \/><br \/><strong>Cavalli in riva al Tirreno<\/strong><br \/>Tempera su carta su impronta litografica riportata su tela, 51,5X68,4cm, databile 1970<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1968 De Chirico, ottantenne, inaugura un nuovo periodo di ricerca conosciuto come Neometafisica, nel quale dipinge opere che sono rielaborazioni dei soggetti e dei temi della sue precedenti esperienze. Sono reinterpretazioni caratterizzate da colori accesi e atmosfere serene rispetto alle precedenti. Tra queste opere \u00e8 questa &#8220;Cavalli in riva al Tirreno&#8221;, che riprende l\u2019intreccio dei temi caratterizzanti i secondi anni venti del \u2018900. L\u2019atmosfera particolarmente serena, i colori chiari, la semplificazione dei contorni e dei contrasti di luce di questa tempera sono perfetto esempio del carattere della ricerca dagli ultimi anni del Maestro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-trovatore.jpg\" alt=\"de chirico trovatore\" width=\"300\" height=\"408\" \/><br \/><strong>Il Trovatore<\/strong><br \/>Olio su tavola, 34X25cm, 1972<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno dei tratti distintivi delle opere di Giorgio De Chirico \u00e8 la presenza, nei suoi dipinti, di oggetti dalle forme pi\u00f9 varie, collocati in luoghi del tutto atipici, senza che alcuna connessione possa essere stabilita tra i primi e gli ambienti in cui sono inseriti.<br \/>Cos\u00ec come gli oggetti vengono decontestualizzati dall\u2019artista, venendo spostati dai luoghi loro comuni ad altri del tutto lontani dalla loro destinazione d\u2019uso, la stessa cosa accade, con i manichini che, a partire dal 1917, diventeranno una costante dell\u2019arte metafisica dechirichiana.<br \/>Il manichino da sartoria freddo e rigido prende il posto (anche qui \u00e8 evidente il concetto dello spostamento) dell\u2019essere umano che, ridotto ad automa, viene raffigurato da De Chirico senza volto, ligneo e apparentemente inespressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/03\/de_chirico-attesa.jpg\" alt=\"de chirico attesa\" width=\"300\" height=\"378\" \/><br \/><strong>L&#8217;attesa<\/strong><br \/>Olio su tela, 53X42cm, 1974<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Non si pu\u00f2 parlare n\u00e9 di ritorno n\u00e9 di partenza. Nessuno in nessun momento mi pu\u00f2 costringere a dipingere in una maniera o nell\u2019altra. Non esiste nessuna legge in proposito, continuer\u00f2 a fare ci\u00f2 che voglio, in assoluta libert\u00e0.&#8221;. Cos\u00ec scriveva De Chirico a proposito della scelta di riproporre, con la Neometafisica, temi e ricerche di tutto il suo percorso artistico precedente. Quattro anni prima della morte, De Chirico condensa nella figura seduta di quest\u2019olio gran parte dei temi da cui prese spunto la pittura metafisica, in particolare gli interni. Il tema del tempo indefinito e dello spazio anonimo e impersonale; e soprattutto quello del manichino, oggetto che dell\u2019uomo possiede l\u2019aspetto, ma manca di movimento e vita. Ma di quella stagione manca l\u2019elemento dell\u2019angoscia, della desolazione: i colori da acidi si vivacizzano, le ombre prima nette e taglienti ora sfumano, la luce si diffonde. E\u2019 l\u2019ultimo messaggio dell\u2019artista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Opere in mostra \u00a0 Natura morta con selvagginaOlio su tela, 70X49cm, 1923 \u00a0 Natura morta con selvagginaOlio su tela, 70X49cm, 1923 Le due nature morte sono opere molto simili tra di loro nella rappresentazione dei soggetti e nella tecnica utilizzata; furono dipinte nel periodo immediatamente seguente alla prima stagione metafisica, in cui de Chirico, riscopre [&hellip;]","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"tags":[],"class_list":["post-1503","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1503","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1503"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1503\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1503"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1503"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}