{"id":1433,"date":"2019-09-25T10:43:09","date_gmt":"2019-09-25T06:43:09","guid":{"rendered":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/news\/dall_ambasciata\/2019\/09\/antica-roma-a-colori-mosaici-dai\/"},"modified":"2019-09-25T10:43:09","modified_gmt":"2019-09-25T06:43:09","slug":"antica-roma-a-colori-mosaici-dai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/news\/dall_ambasciata\/2019\/09\/antica-roma-a-colori-mosaici-dai\/","title":{"rendered":"Antica Roma a colori: mosaici dai Musei Capitolini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Opere in mostra<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>I mosaici negli edifici pubblici e privati<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Mosaici pavimentali<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/1-mosaico_a_rombi_policromi.jpg\" alt=\"1 mosaico a rombi policromi\" width=\"300\" height=\"287\" \/>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico a rombi policromi<br \/><\/strong>Tessere di litomarga verde, calcare rosso e rosa, vetro nero, <br \/>bardiglio, palombino, pietra serpentina, tufo<br \/>Alt. cm 146, largh. cm 142, spess. cm 3,5<br \/><em>Scoperto a Roma nel 1869 sul Quirinale, in via S. Nicola da Tolentino<\/em><br \/>Databile tra la fine del I secolo a.C. e l\u2019inizio del I secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mosaico dalla raffinata fattura, formato da tessere di piccole dimensioni, disposte in maniera regolare. Il campo centrale \u00e8 inquadrato da due diverse cornici decorate con motivi geometrici e vegetali stilizzati, una su fondo nero, l\u2019altra su fondo bianco. Al centro \u00e8 una ricercata composizione di rombi policromi tangenti, caratterizzata da quattro colori contrastanti che creano un elegante gioco di policromia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/2-2-mosaico_tessellato_a_stuoia_con_inserti_litici.jpg\" alt=\"2 2 mosaico tessellato a stuoia con inserti litici\" width=\"450\" height=\"117\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Tessellato a stuoia con inserti litici<\/strong><br \/>Tessere di basalto e palombino e inserti litici<br \/>Alt. cm 58, largh. cm 208, spess. cm 10<br \/><em>Proveniente da Roma, dagli sterri per la costruzione del mercato coperto nel Rione Monti, <br \/>all\u2019incrocio tra via Baccina e via S. Agata dei Goti, nel 1933<\/em><br \/>Et\u00e0 augustea (31 a.C.- 14 d.C.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Particolare tipo di pavimento tessellato formato dall\u2019intreccio regolare di tessere rettangolari bianche, nel quale sono inserite le cruste litiche policrome, senza un ordine apparente. Su questa tessitura, denominata a &#8220;canestro&#8221;, sono inserite a distanze variabili scaglie irregolari di diversi colori. Il mosaico doveva far parte di un pi\u00f9 ampio pavimento che decorava un ambiente di un edificio privato di et\u00e0 augustea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/3-mosaico_policromo_con_motivo_a_scacchiera.jpg\" alt=\"3 mosaico policromo con motivo a scacchiera\" width=\"250\" height=\"252\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico policromo con motivo a scacchiera<\/strong><br \/>Tessere di marmo e calcari<br \/>Alt. cm 71; largh. cm 71, spess. cm 13<br \/><em>Proveniente da Tivoli, Villa Adriana. Il mosaico, di propriet\u00e0 del Marchese Campana, <br \/>fu acquistato dal Comune di Roma dopo il 1870<\/em><br \/>Et\u00e0 adrianea (117- 138 d.C.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mosaico faceva parte di un pi\u00f9 ampio pavimento che decorava due ambienti dell\u2019edificio della Piazza d\u2019Oro di Villa Adriana. Fu ridotto ad un riquadro per farne probabilmente un oggetto di arredo. Presenta una decorazione geometrica formata da una scacchiera di quadrati a colori alternati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/4-mosaico_policromo_con_trama_di_sinusoidi.jpg\" alt=\"4 mosaico policromo con trama di sinusoidi\" width=\"250\" height=\"301\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico policromo con trama di sinusoidi<\/strong><br \/>Tessere policrome di marmo e calcare: giallo antico, portasanta, <br \/>rosso antico, paesina, palombino e litomarga<br \/>Alt. cm 117,5, largh. cm 97,5 (con cornice), spess. cm 12<br \/><em>Roma, provenienza sconosciuta<\/em><br \/>II\/III secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mosaico, parte di un pi\u00f9 ampio tappeto musivo, mostra una complessa composizione di sinusoidi che si susseguono, opposte e contigue, tenute insieme da un nodo; gli spazi vuoti tra le linee curve sono riempiti da motivi floreali. La trama si intreccia su un fondo verde, sul quale spiccano i colori rosso, bianco, giallo delle sinusoidi e degli elementi vegetali. Chiude la composizione in basso una cornice composta da una treccia e da una fascia, percorsa da una linea ondulata continua. Il motivo della sinusoide trova in questo mosaico un effetto cromatico particolarmente raffinato grazie alla scelta dei toni pastello dei colori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/5-mosaico_policromo_con_busto_di_atleta.jpg\" alt=\"5 mosaico policromo con busto di atleta\" width=\"250\" height=\"277\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico policromo con busto di atleta<\/strong><br \/>Tessere di calcare, marmo e pasta vitrea<br \/>Alt. cm 108,5, largh. cm 97,5, spess. cm 3<br \/><em>Rinvenuto nel 1879 a Roma, nella zona tra Santa Croce in Gerusalemme e Porta Maggiore, <br \/>proveniente da un impianto termale costruito da Settimio Severo (gi\u00e0 noto come &#8220;Terme Eleniane&#8221;)<\/em><br \/>Prima et\u00e0 severiana (193- 211 d.C.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un busto maschile nudo e dalla muscolatura possente occupa interamente lo spazio del pannello, delimitato solo nella parte inferiore da una cornice a dentelli e da una treccia. La figura rappresenta un atleta e il pannello faceva parte di un\u2019ampia pavimentazione, alla quale appartenevano sicuramente altri pannelli con analoghe figure di atleti, forse aurighi o lottatori, purtroppo perduti. Soggetti simili, quasi sempre provenienti da complessi termali o da edifici legati alle pratiche sportive, raffiguravano gli atleti, talvolta connotati con gli attributi tipici dello sport praticato e identificati con il nome proprio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/6-mosaico_policromo_con_pianta_di_edificio.jpg\" alt=\"6 mosaico policromo con pianta di edificio\" width=\"200\" height=\"371\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico policromo con pianta di edificio<\/strong><br \/>Tessere di palombino e paste vitree gialle, rosse, verdi e azzurre<br \/>Alt. cm 165, largh. cm 42,5, spess. cm 3,5; alt. cm 165,5, largh. cm 45, spess. cm 3<br \/><em>Rinvenuto nel 1872 a Roma, in occasione di lavori pubblici a via Marsala<\/em><br \/>Met\u00e0 del III secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mosaico, un unicum nel suo genere, rappresenta la planimetria di un edificio in cui ambienti absidati e polilobati si ripetono specularmente ai lati di un ambiente centrale, che purtroppo la lacuna del mosaico non consente di conoscere. I diversi colori delle tessere indicano il perimetro dei muri di colore nero e il loro spessore di colore giallo; il rosso sui muri potrebbe indicare delle aperture, l\u2019azzurro un condotto idrico, il verde indicava forse delle vasche. I numeri rossi, infine, potrebbero riferirsi alle misure degli ambienti, espresse in piedi romani, in questo caso, considerando che un piede misura cm 29,57, l\u2019edificio non sarebbe molto grande.<br \/>Per le caratteristiche degli ambienti, la loro disposizione e la presenza dell\u2019acqua, la struttura potrebbe essere interpretata come un balneum, una piccola terma privata, forse destinata a una associazione di atleti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/7-mosaico_policromo_con_busto_di_stagione.jpg\" alt=\"7 mosaico policromo con busto di stagione\" width=\"250\" height=\"244\" \/>\u00a0<br \/><strong>Mosaico policromo con busto di stagione<\/strong><br \/>Tessere di calcare bianco e pietre colorate<br \/>Alt. cm 101, largh. cm 103, spess. cm 2,5<br \/><em>Rinvenuto nel 1875 a Roma, nel Rione Esquilino, nei pressi della chiesa di San Vito<\/em><br \/>Fine del III \/ inizio del IV secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La figura femminile rappresenta la personificazione di una stagione, veste la tunica e un mantello dai colori sfumati dal rosso cupo al rosa; al collo porta una collana di perle bianche; circonda il capo, tra i capelli bruni, un sottile ramo, forse una pianta acquatica. Si tratta probabilmente della personificazione dell\u2019autunno, come suggerisce la prevalenza di colori scuri e l\u2019abito pesante. Il pannello, delimitato da una cornice a treccia, faceva parte di una pi\u00f9 ampia composizione, in cui le figure delle quattro stagioni, secondo uno schema ben noto e consolidato, occupavano gli angoli. Per il loro valore simbolico, legato alla ciclicit\u00e0 della natura e della vita dell\u2019uomo, la raffigurazione delle stagioni \u00e8 molto diffusa sia in contesti pubblici che privati, ma anche in ambito funerario, dove la loro presenza allude alla vita che si rinnova e quindi alla rinascita dopo la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/8-mosaico_policromo_con_elementi_geometrici_e_pesce.jpg\" alt=\"8 mosaico policromo con elementi geometrici e pesce\" width=\"350\" height=\"197\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico policromo con elementi geometrici e pesce<\/strong><br \/>Tessere policrome di portasanta, rosso antico, calcare rosa, palombino, basalto e litomarga verde. <br \/>Poche tessere sono in serpentino e porfido; numerose, invece, quelle in pasta vitrea, <br \/>che sono utilizzate nel corpo del pesce e nelle onde marine<br \/>Alt. cm 63, largh. cm 110, spess. cm 10<br \/><em>Rinvenuto il 31 dicembre del 1880 a Roma, in via Nazionale, presso il Palazzo delle Esposizioni<\/em><br \/>Fine III \/inizi IV secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pannello, che faceva parte della cornice di un mosaico pavimentale, unisce a motivi geometrici, circolari e ovoidali, elementi figurati animali e vegetali. Il fondo \u00e8 bianco, la trama geometrica \u00e8 definita da linee nere, la policromia invece \u00e8 riservata al pesce e al fiore, i quali costituiscono rispettivamente il riempitivo della mandorla e del cerchio, che uniti da linee di raccordo si susseguono alternati. Questa contaminazione tra geometrico e figurativo avviene nell\u2019avanzata et\u00e0 imperiale, quando si recupera la componente figurativa nota dai repertori naturalistici di lontana derivazione ellenistica, qui riproposti con grande perizia e raffinatezza cromatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><br \/><span style=\"text-decoration: underline;\">Mosaici parietali<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/9-mosaico_policromo_parietale_con_candeliere.jpg\" alt=\"9 mosaico policromo parietale con candeliere\" width=\"200\" height=\"309\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico policromo parietale con candeliere<\/strong><br \/>Tessere di paste vitree, calcari, conchiglie<br \/>Alt. cm 100, largh. cm 64, spess. cm 10<br \/><em>Scoperto a Roma nel 1869 sul Quirinale, in via S. Nicola da Tolentino<\/em><br \/>Databile entro la met\u00e0 del I secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pannello, riquadrato su tre lati da una fila di conchiglie, presenta numerosi motivi iconografici e decorativi. Al centro campeggia un candelabro formato da cinque parti sovrapposte a tronco di cono rovesciato, separate da anelli con fogliette e coronato sulla sommit\u00e0 da una pigna da cui partono due festoni di foglie. Sopra la pigna si riconoscono delle ali. I vari elementi della composizione riconducono il mosaico al mondo dionisiaco e a un contesto di provenienza nel quale l\u2019acqua doveva avere un ruolo primario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/10-mosaico-cornice_di_mosaico_parietale_con_conchiglie.jpg\" alt=\"10 mosaico cornice di mosaico parietale con conchiglie\" width=\"350\" height=\"206\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Cornice di mosaico parietale con conchiglie<\/strong><br \/>Tessere di pasta vitrea, marmo di Carrara, fritta, conchiglie<br \/>Alt. cm 29; largh. cm 48, spess. cm 10,5<br \/><em>Scoperta a Roma, durante i lavori di sbancamento della Velia per la realizzazione di via dell\u2019Impero<\/em><br \/>Met\u00e0 del I secolo d.C. circa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il frammento proviene dalla decorazione di un ninfeo o di una simile struttura scenografica, che doveva avere una qualche relazione con l\u2019acqua, come attesta la presenza nello schema decorativo della cornice di una fila di molluschi nella parte alta, seguita da una fascia di conchiglie di cui rimangono solo le impronte e poche tracce dei gusci.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/11-mosaico_policromo_parietale_con_nave_e_faro.jpg\" alt=\"11 mosaico policromo parietale con nave e faro\" width=\"250\" height=\"264\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico policromo parietale con nave e faro<\/strong><br \/>Tessere in pasta vitrea di vari colori; tessere bianche in materiale calcareo<br \/>Alt. cm 206, largh. cm 194, spess. cm 8<br \/><em>Scoperto a Roma nel 1876 durante gli scavi per l\u2019apertura di via Nazionale, <br \/>nel giardino di Palazzo Rospigliosi Pallavicini<\/em><br \/>Databile tra la fine del II e i primi anni del III secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con raffinatezza e grande cura dei particolari \u00e8 descritta la scena della partenza di una nave dal porto. Tutti gli elementi presenti nel mosaico sono caratterizzati con precisione, a cominciare dal porto, riconosciuto da molti studiosi come quello di Alessandria per la particolare struttura del faro e per le arcate che si aprono sul molo. Sulla destra, compare una nave mercantile con la vela investita dal vento, con i marinai indaffarati in varie attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/12-mosaico_parietale_con_quadriga.jpg\" alt=\"12 mosaico parietale con quadriga\" width=\"300\" height=\"202\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico parietale con quadriga<\/strong><br \/>Tessere in vetro e pasta vitrea di vari colori<br \/>Alt. cm 40, largh. cm 57, spess. cm 6<br \/><em>Scoperto a Roma nel 1876 durante gli scavi per l\u2019apertura di via Nazionale, <br \/>nel giardino di Palazzo Rospigliosi Pallavicini<\/em><br \/>Databile tra la fine del II e i primi anni del III secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mosaico, originariamente inserito in una parete trattata a pomice e stucco e scandita da lesene, presenta al centro quattro cavalli appartenenti ad una quadriga in corsa. Sul pannello corrono due iscrizioni, formate da una fila di tessere bianche, rispettivamente lungo il margine superiore e inferiore: PHOENIX \/ INGENUO. Il primo nome \u00e8 stato attribuito all\u2019auriga, il secondo ad uno dei cavalli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/13-mosaico_parietale_con_biga.jpg\" alt=\"13 mosaico parietale con biga\" width=\"350\" height=\"202\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico parietale con biga<\/strong><br \/>Tessere in vetro e pasta vitrea di vari colori<br \/>Alt. cm 42, largh. cm 66 (con cornice), spess. cm 9<br \/><em>Scoperto a Roma nel 1876 durante gli scavi per l\u2019apertura di via Nazionale, <br \/>nel giardino di Palazzo Rospigliosi Pallavicini<\/em><br \/>Databile tra la fine del II e i primi anni del III secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mosaico era originariamente inserito in una parete trattata a pomice e stucco e scandita da lesene, come il pannello analogo con quadriga. Come suggerisce la forma concava del supporto, il mosaico doveva decorare una delle nicchie semicircolari che scandivano la parete. Si riconosce al centro una biga trainata da due cerbiatti, la cui parte posteriore \u00e8 pesciforme. Una figura molto deteriorata, forse da identificare con un pappagallo dalla lunga coda, si trova alla guida della biga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/14-mosaico_policromo_con_motivo_a_nastro_ondulato.jpg\" alt=\"14 mosaico policromo con motivo a nastro ondulato\" width=\"350\" height=\"212\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico policromo con motivo a nastro ondulato<\/strong><br \/>Tessere policrome di marmo e pasta vitrea<br \/>Alt. cm 50, largh. cm 74, spess. cm 9<br \/><em>Roma, provenienza sconosciuta<\/em><br \/>III secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il frammento conserva una parte della cornice di un mosaico, probabilmente parietale, visto il considerevole numero di tessere vitree impiegate nella composizione. Nella decorazione si susseguono una fascia a meandro, un motivo ad onde correnti e un nastro ondulato che si svolge su fondo bianco con petali verdi all\u2019interno dell\u2019intreccio; chiude in basso una cornice a dentelli, i colori prevalenti sono il rosso e il giallo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Emblemata<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/15-mosaico_policromo_con_scena_di_pesca.jpg\" alt=\"15 mosaico policromo con scena di pesca\" width=\"250\" height=\"304\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<strong>Mosaico policromo con scena di pesca<\/strong><br \/>Tessere policrome di marmi e calcari<br \/>Alt. cm 20, largh. cm 17, spess. cm 3<br \/><em>Rinvenuto nel 1875 a Roma, tra le vie Labicana e Merulana, <br \/>nei pressi della chiesa dei Santi Marcellino e Pietro<\/em><br \/>II secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul prezioso mosaico realizzato con tessere minutissime \u00e8 raffigurata una scena di pesca. Due uomini nudi, dalla pelle scura e dal fisico possente, sono intenti a ritirare le reti; sui loro corpi la muscolatura \u00e8 ben delineata dall\u2019effetto chiaroscurale, ottenuto dal sapiente impiego della policromia delle tessere. Il frammento apparteneva a un emblema, un vero e proprio quadro a mosaico montato su un supporto fittile, che, lavorato a parte, doveva essere poi collocato al centro di un mosaico pi\u00f9 grande realizzato sul posto. I pochi indizi relativi al contesto di rinvenimento non consentono ipotesi sulla chiave interpretativa della scena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/16-mosaico_policromo_con_figura_maschile.jpg\" alt=\"16 mosaico policromo con figura maschile\" width=\"250\" height=\"291\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico policromo con figura maschile<\/strong><br \/>Tessere policrome di diversi calcari<br \/>Alt. cm 19,5, largh. cm 17, spess. cm 3<br \/><em>Rinvenuto nel 1874 a Roma, nel Rione Esquilino, nei pressi della chiesa di Santa Bibiana<\/em><br \/>Fine II\/inizi del III secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questo piccolo frammento di emblema, sotto una cornice a dentelli resa con tessere bianche e nere, rimane la parte superiore di una figura maschile rivolta di tre quarti alla sua sinistra. La struttura del capo \u00e8 robusta e anche il corpo rivela la sua potenza nella muscolatura del braccio destro in tensione; intorno al collo possente \u00e8 annodata la leont\u00e9, la pelle ferina attributo di Eracle, elemento che permette di identificare il personaggio con questa divinit\u00e0. E\u2019 anche probabile che la scena raffigurasse una delle dodici fatiche, quella in cui Eracle cattura la cerva Cerinea; questa interpretazione \u00e8 suggerita dalla posizione assunta dalla figura e dal confronto con l\u2019iconografia ben nota e consolidata del mito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/17-mosaico_policromo_con_personificazione_del_mese_di_maggio.jpg\" alt=\"17 mosaico policromo con personificazione del mese di maggio\" width=\"250\" height=\"258\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico policromo con personificazione del mese di maggio<\/strong><br \/>Tessere lapidee policrome, calcari e paste vitree<br \/>Alt. cm 52, largh. cm 52, spess. cm 4<br \/><em>Rinvenuto nel 1876 a Roma, nel Rione Equilino, presso l\u2019Auditorium di Mecenate<\/em><br \/>Seconda met\u00e0 del IV secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019emblema \u00e8 realizzato in una cassetta di laterizio con un ordito di piccole tessere policrome; tutto intorno \u00e8 una cornice a dentelli. La figura giovanile al centro della composizione \u00e8 la personificazione del mese di maggio, come esplicitato chiaramente dall\u2019iscrizione in alto a destra: Maius.<br \/>La figura porta una veste corta e leggera che lascia scoperta la spalla sinistra; tiene nella mano sinistra un bacile metallico baccellato colmo di frutti e con la destra avvicina al volto un fiore per sentirne l\u2019odore. A sinistra, su un\u2019anfora di vetro poggiata su un tavolo si leggeva pie zeses, espressione greca conviviale e beneaugurante, trascritta con lettere latine: &#8220;bevi e vivi&#8221;. Insomma, tutto esprime la gioia di vivere propria del periodo primaverile ed in particolare di questo mese. Certamente l\u2019emblema faceva parte di una serie, in un calendario comprendente le raffigurazioni dei dodici mesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Mosaici a carattere funerario<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/18-mosaico_con_iscrizione_funeraria.jpg\" alt=\"18 mosaico con iscrizione funeraria\" width=\"400\" height=\"136\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico con iscrizione funeraria<\/strong><br \/>Tessere di palombino e paste vitree; cornice in bardiglio<br \/>Alt. cm 50,5, largh. cm 146, prof. cm 6<br \/><em>Scoperto a Roma presso la chiesa di S. Lorenzo fuori le mura nel 1858<\/em><br \/>III secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019iscrizione a tessere nere, squilibrata nella composizione del testo, campeggia all\u2019interno di uno spazio rettangolare bianco. Sei rosette stilizzate e due rondini, realizzate con tessere colorate in pasta vitrea, decorano lo spazio attorno all\u2019epigrafe. Il mosaico ha destinazione funeraria, come indica l\u2019invocazione agli Dei Mani, ma la lettura del testo non \u00e8 chiara, a causa della mancanza di parte della superficie musiva sulla parte sinistra del mosaico. La dedica \u00e8 posta dai genitori alla figlia defunta Timarete alla quale venne aggiunto, sul lato destro, abbreviato nello spazio residuo, il nome del marito di lei, morto nel frattempo. Del nome di quest\u2019ultimo rimane solo una parte &#8220;RIORO&#8221;, forse da integrare come &#8220;Arrio Romano&#8221;.<br \/>Sulla base dei confronti della necropoli di Isola Sacra e altri contesti funerari romani, \u00e8 ipotizzabile che il mosaico fosse posto come soglia d\u2019ingresso o come pavimento di una tomba familiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/19-mosaico_bianco_nero_con_europa_sul_toro.jpg\" alt=\"19 mosaico bianco nero con europa sul toro\" width=\"300\" height=\"234\" \/><br \/><strong>Mosaico bianco nero con Europa sul toro<\/strong><br \/>Tessere di palombino e basalto<br \/>Alt. cm 125, largh. cm 158, spess. cm 4<br \/><em>Scoperto a Roma nel 1936 durante alcuni lavori sulla via Ostiense, vicino alla porta S. Paolo<\/em><br \/>Fine del II- inizi del III secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al centro del mosaico, che costituiva il pavimento di una camera funeraria scoperta nei pressi di Porta San Paolo all\u2019Ostiense, \u00e8 una figura femminile seduta sulla groppa di un toro. Si tratta della rappresentazione del ratto di Europa, tema raramente attestato nei mosaici di et\u00e0 romana. In ambito funerario, Europa, sposa di Giove, \u00e8 simbolo dell\u2019amore coniugale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/20-mosaico_bianco_nero_con_erma_di_dioniso.jpg\" alt=\"20 mosaico bianco nero con erma di dioniso\" width=\"150\" height=\"308\" \/><br \/><strong>Mosaico bianco nero con Erma di Dioniso<\/strong><br \/>Tessere di palombino, basalto, calcare rosa<br \/>Alt. cm 200, largh. cm 100, spess. cm 12<br \/><em>Rinvenuto nel 1919 a Roma, proveniente da un sepolcro della via Ostiense<\/em><br \/>Inizi del III secolo d.C.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019estremit\u00e0 destra del campo figurato un\u2019erma di Bacco, avvolta da un tralcio di vite, nasce da un cespo di acanto e sostiene una pergola. Davanti all\u2019erma, in un\u2019ambientazione agreste, doveva svolgersi una scena a carattere dionisiaco, tema assai diffuso nel repertorio funerario. Potrebbe forse trattarsi proprio di Dioniso ebbro sorretto da un satiro, come suggeriscono le tracce di due figure: un piede visto frontalmente e alcune tessere gialle e rosse appartenenti a un\u2019altra figura. Un motivo a treccia e una fascia inferiore a tessere nere con inserti bianchi incorniciano la scena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"margin-right: auto; margin-left: auto; display: block;\" src=\"resource\/img\/2019\/09\/21-mosaico_policromo_ottagonale_con_pavoni.jpg\" alt=\"21 mosaico policromo ottagonale con pavoni\" width=\"200\" height=\"251\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Mosaico policromo ottagonale con pavoni<\/strong><br \/>Tessere di pietre calcaree, marmo e paste vitree<br \/>Alt. cm 135, largh. cm 110,5, spess. cm 12<br \/><em>Proveniente da Roma, da una tomba lungo la Via Appia, presso la torre di sinistra della porta S. Sebastiano. <br \/>Il mosaico fu scoperto durante i lavori di abbassamento della quota del Viale Ardeatino lungo le Mura Aureliane, nel 1940<\/em><br \/>II secolo d.C.<\/p>\n<p>Pannello di forma ottagonale, pseudoemblema centrale di un pavimento di una tomba a destinazione familiare, con immagini legate al simbolismo funerario. Al centro campeggiano due pavoni, uno dei quali intento a beccare un piccolo uccello a terra. Lo spazio inferiore \u00e8 riempito da piccoli arbusti e da un papavero. Il pavone, uccello sacro a Dioniso, \u00e8 simbolo di resurrezione e di immortalit\u00e0: perdendo ogni anno la coda e rimettendola con lo sbocciare dei fiori, allude alla rigenerazione oltre la morte. Nella stessa semantica rientra il papavero, fiore dell\u2019oblio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Opere in mostra I mosaici negli edifici pubblici e privati Mosaici pavimentali \u00a0 \u00a0 Mosaico a rombi policromiTessere di litomarga verde, calcare rosso e rosa, vetro nero, bardiglio, palombino, pietra serpentina, tufoAlt. cm 146, largh. cm 142, spess. cm 3,5Scoperto a Roma nel 1869 sul Quirinale, in via S. 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