{"id":509,"date":"2023-09-04T15:30:24","date_gmt":"2023-09-04T11:30:24","guid":{"rendered":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/?page_id=509"},"modified":"2023-09-04T15:30:24","modified_gmt":"2023-09-04T11:30:24","slug":"samstkhe","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/it\/italia-e-georgia\/diplomazia-culturale\/missioni-archeologiche\/samstkhe\/","title":{"rendered":"Samstkhe"},"content":{"rendered":"<p><strong>Missione archeologica dell\u2019Universit\u00e0 di Ferrara nella regione di Samtskhe<\/strong><br \/>\n<strong>La necropoli sconosciuta nella terra di Meskheti<\/p>\n<p><\/strong>Ai margini dell\u2019antica Colchide, nella regione di Samtskhe, che comprende le province di Borjomi, Akhaltsikhe, Adigheni, Aspindza e Akhalkalaki, effettuano scavi archeologici Livio Zerbini, dell\u2019Universit\u00e0 di Ferrara, e Vakhtang Licheli, dell\u2019Universit\u00e0 di Tbilisi.<\/p>\n<p>Nella provincia di Aspindza, a pochi chilometri di distanza dalla fortezza di Khertvisi, che fu per molti secoli, dal IV secolo a.C. sino al XVIII secolo d.C., uno dei punti pi\u00f9 saldi del territorio, in ragione della notevole importanza strategica, in uno scenario di paesaggi incontaminati e di assoluta bellezza, \u00e8 stata fatta un\u2019importante scoperta, che dimostra quanto l\u2019archeologia possa ancor oggi dispiegare scenari ed orizzonti inaspettati. Si tratta senza dubbio di una delle pi\u00f9 interessanti aree archeologiche degli anni a venire: una vasta necropoli, all\u2019interno di una vallata ben celata e nascosta, composta da innumerevoli tombe.<\/p>\n<p>La regione di Samtskhe, situata nella parte meridionale dell\u2019attuale Georgia, \u00e8 indubbiamente una terra densa di storia, caratterizzata da splendidi panorami e da notevoli ricchezze culturali e paesaggistiche.<\/p>\n<p>In lingua georgiana la parola \u201csamtskhe\u201d significa il luogo abitato dalle antiche trib\u00f9 georgiane dei Metskhebi.<\/p>\n<p>Questa appendice meridionale nell\u2019antichit\u00e0 si chiamava appunto Meskheti ed il nome dei suoi abitanti, vale a dire i Meskheti, \u00e8 collegato alla Bibbia ed alle scritture assire cuneiformi. I Meskheti vengono ricordati nelle fonti antiche come Mossokhi e Mushketi.<\/p>\n<p>Meskheti \u00e8 una terra per certi aspetti dimenticata, caratterizzata da una natura austera e mansueta, dove per lo pi\u00f9 abbondano monti e colline intagliate da gole profonde.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/resource\/2010\/12\/13679_f_Samstkhe1modif.jpg\" alt=\"Samstkhe\" border=\"0\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/resource\/2010\/12\/13641_f_Samstkhe5modif.jpg\" alt=\"Samstkhe\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>Di qui, dopo aver sconfitto il re d\u2019Armenia Tigrane II, nel 66 a.C. fece il suo ingresso per entrare nella Colchide alla testa delle sue legioni il generale romano Pompeo, il quale con tutta probabilit\u00e0 pose l\u2019accampamento per l\u2019esercito sulle rive del fiume Mtkvari.<\/p>\n<p>Proprio da questa regione, quindi, dopo aver attraversato le vallate del fiume Mtkvari, ebbe inizio l\u2019occupazione armata di Pompeo di quell\u2019antica terra chiamata Iberia, come del resto ben documentano ed attestano i reperti archeologici.<\/p>\n<p>Nell\u2019attraversare paesaggi dalla natura incontaminata, lungo il percorso che segue l\u2019alta valle del fiume Mtkvari e che conduce allo spettacolare monastero rupestre di Vardzia, a met\u00e0 tra i villaggi di Tsunda e Tmogvi, in un territorio alquanto impervio, situato al centro tra un maestoso altopiano ed alcuni dossi collinari, tra innumerevoli enormi massi di pietra, si nascondono alcune centinaia di sepolture, di diversa forma e fattura.<\/p>\n<p>Le tombe monumentali, disseminate sull\u2019intero massiccio e ricoperte da enormi massi di pietra non lavorata e da sassi di varie forme e dimensioni, disposti a forma di cerchio, presentano a tre-quattro metri di profondit\u00e0 una camera funeraria con\u00a0<em>dromos<\/em>.<\/p>\n<p>I primi scavi archeologici, compiuti nel Settembre 2009, diretti da Livio Zerbini, dell\u2019Universit\u00e0 di Ferrara, hanno ulteriormente avvalorato lo straordinario interesse della necropoli, non solo per quanto concerne l\u2019estensione e la numerosit\u00e0 delle sepolture, ma anche per l\u2019arco cronologico rappresentato, che risale al IV-III millennio a.C. sino al II-III secolo d.C., riportando alla luce ricchi corredi funerari ed una scultura in legno, con tutta probabilit\u00e0 di carattere votivo, che riproduce le corna di un toro, databili alla media et\u00e0 del bronzo, di grande rilievo scientifico.<\/p>\n<p>Nell\u2019Ottobre 2010 si \u00e8 conclusa la seconda campagna archeologica. Ma per quale ragione questo luogo fu cos\u00ec popolato nell\u2019antichit\u00e0? Perch\u00e9 molte persone vennero ad insediarsi proprio qui e scelsero come necropoli un luogo cos\u00ec impervio? Chi erano queste genti?\u00a0 Da allora sono trascorsi sei millenni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/resource\/2010\/12\/13591_f_Samstkhe2modif.jpg\" alt=\"Samstkhe\" width=\"379\" height=\"298\" border=\"0\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ambtbilisi.esteri.it\/resource\/2010\/12\/13835_f_Samstkhe4modif.jpg\" alt=\"Samstkhe\" width=\"379\" height=\"296\" border=\"0\" \/><\/p>\n<p>Ci\u00f2 che in ogni caso consentir\u00e0 di dare concrete risposte a tutti questi quesiti non possono che essere adeguate e sistematiche campagne di scavo sul sito archeologico, che consentiranno di gettare una nuova e pi\u00f9 chiara luce su questa scoperta, la quale testimonia, ancora una volta, come nella Colchide il confine tra mito e storia sia davvero sottile.<\/p>\n<p>Proprio in questa terra, punto d\u2019incontro tra Europa ed Oriente, si potranno forse meglio definire i contorni di temi e motivi ricorrenti nelle civilt\u00e0 mediterranee ed orientali, e comprendere, di conseguenza, che nell\u2019antichit\u00e0 il dialogo tra culture differenti era maggiore di quanto non si creda comunemente.<\/p>\n<p>Bibliografia:<\/p>\n<ul>\n<li>L. Zerbini, Scavi archeologici in Georgia. Rapporto preliminare della I campagna di scavo nella provincia di Aspindza\u00a0 (Ediz. italiana e inglese), Rubbettino, 2010<\/li>\n<li>L. Zerbini, Scavi archeologici in Georgia. Rapporto preliminare della II campagna di scavo nella provincia di Aspindza ( Ediz. italiana e inglese), Rubbettino, 2012<\/li>\n<li>Al sito sono stati dedicati numerosi articoli anche a carattere divulgativo (cfr. per esempio\u00a0<a href=\"http:\/\/www.repubblica.it\/scienze\/2010\/04\/08\/foto\/georgia_i_tesori_romani_nella_necropoli_dimenticata-3205471\/1\/\">articolo di Repubblica.it<\/a>).<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Missione archeologica dell\u2019Universit\u00e0 di Ferrara nella regione di Samtskhe La necropoli sconosciuta nella terra di Meskheti Ai margini dell\u2019antica Colchide, nella regione di Samtskhe, che comprende le province di Borjomi, Akhaltsikhe, Adigheni, Aspindza e Akhalkalaki, effettuano scavi archeologici Livio Zerbini, dell\u2019Universit\u00e0 di Ferrara, e Vakhtang Licheli, dell\u2019Universit\u00e0 di Tbilisi. 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