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Proteggere Vardzia. Cooperazione italo-georgiana per tutelare la città rupestre

Data:

05/12/2017


Proteggere Vardzia. Cooperazione italo-georgiana per tutelare la città rupestre

Convegno di esperti italiani e georgiani per fare il punto sui risultati finora acquisiti e programmare il lavoro futuro. Obiettivo, proteggere il sito archeologico di Vardzia. Città-monastero scavata nella roccia e prevalentemente realizzata nel XII secolo d.C., questo tesoro straordinario della cultura georgiana può vantare più di 600 stanze sparse su 13 diversi livelli. Un tesoro prezioso, ma anche fragile. Soggetto a crolli e degrado della roccia, oltre a possibili movimenti sismici.
Un modello di cooperazione scientifica al servizio del patrimonio culturale è il progetto Multidisciplinary survey and monitoring of the Vardzia rock cut complex che vede da anni lavorare insieme istituzioni e aziende italiane e georgiane. Ne hanno discusso il primo dicembre esperti dei due Paesi in un convegno organizzato dall'Agenzia Nazionale per la Tutela del Patrimonio culturale della Georgia. Ad aprire i lavori, il Ministro della cultura Mikheil Giorgadze, l’Ambasciatore italiano Antonio Bartoli e il direttore dell’Agenzia Nikoloz Antidze.
"Il progetto ha tre scopi: capire, monitorare, prevenire", ha spiegato l’Ambasciatore Bartoli. "Una prima componente è quella geotecnica: l'identificazione e sistematizzazione di dati su frane, materiali, geologia, sismicità. La seconda dimensione è quella del monitoraggio effettuato con sofisticati strumenti tecnologici (un sistema installato nel 2012 da un’azienda italiana consente ad esempio di registrare ogni 15 minuti eventuali movimenti in oltre 50 mila punti della montagna di Erusheti), con accuratezza millimetrica. La terza fase è quella della prevenzione: la proposta e implementazione di soluzioni ingegneristiche atte a mitigare il rischio e le conseguenze di crolli di porzioni della rupe, ivi incluso i resti dell’insediamento archeologico".
Tre i principi fondamentali dell’iniziativa: acquisizione di conoscenze avanzate, condivisione e capacity building. A lavorare fianco a fianco sono molti soggetti: l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), l’Agenzia Nazionale per la Tutela del Patrimonio culturale della Georgia e varie università (Bologna, Firenze, Milano Bicocca, Roma, Ilia State University), così come varie imprese specializzate italiane che hanno fornito tecnologie per l’acquisizione dei dati (rilievi laser) e il continuo controllo (monitoraggio radar terrestre). Il progetto è coordinato dal Prof. Claudio Margottini e dall’ing. Daniele Spizzichino.


Luogo:

Tbilisi

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