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Maternità Surrogata

 

Maternità Surrogata

La “maternità surrogata” è una pratica vietata in Italia ma legale in Georgia.

Con la madre surrogata è normalmente concluso un contratto con cui una donna diversa dalla donatrice dell'ovulo, in cambio del pagamento di una somma di denaro, si impegna a portare avanti la gravidanza e a non riconoscere il nascituro.

In Italia, tale pratica - contraria anche ai principi sanciti dall’Unione Europea con la Convenzione di Oviedo con legge 145 del 2001 - è vietata dalla Legge 19 febbraio 2004, n. 40.

Tale legge, tuttavia, pur ponendo un divieto assoluto alla maternità surrogata, non disciplina i casi in cui vi siano bambini ormai nati e voluti dalla coppia.

Premesso quanto sopra, si precisa che:

· In presenza di un atto di nascita formalmente valido, l’Ambasciata è tenuta ad inoltrarlo al Comune competente per l’eventuale trascrizione;

· L’Ambasciata è altresì tenuta, nel supremo interesse del minore, a rilasciare al neonato un documento di viaggio idoneo all’ingresso in Italia;

· Al momento di ricevere l’atto di nascita, l’Ambasciata farà presente agli interessati che è suo obbligo dare opportuna informazione delle particolari circostanze della nascita al Comune e alla competente Procura della Repubblica, e che l’atto, prima di essere trascritto nei registri di stato civile, sarà fatto oggetto di scrupolosa attenzione rispetto ad eventuali problemi di contrarietà all’ordine pubblico per violazione dei principi dell’ordinamento italiano in materia di “procreazione medicalmente assistita;

· Nel caso in cui dalle indagini dovesse emergere che la donna indicata come madre non ha donato l’ovulo né ha portato avanti la gravidanza, l’ufficiale dello stato civile non potrà trascrivere gli atti di nascita nei registri di stato civile e gli interessati incorreranno nel reato di cui all’art. 567 c.p., che comporta per gli indagati, in caso di condanna, la pena accessoria della decadenza della potestà genitoriale.


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