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L'Ambasciata lancia, ai cantieri della “European House” di Tbilisi, il Progetto “ARGO” per i giovani sfollati da Abkhazia ed Ossetia del Sud 

Data:

13/03/2012


L'Ambasciata lancia, ai cantieri della “European House” di Tbilisi, il Progetto “ARGO” per i giovani sfollati da Abkhazia ed Ossetia del Sud 

TBILISI, 11 dicembre 2009 - Alla presenza del Ministro per i Rifugiati Koba Subeliani, l’Ambasciatore Vittorio Sandalli ha presentato oggi ai cantieri della “European House” di Tbilisi il Progetto “ARGO”, di cui beneficeranno le centinaia di giovani sfollati georgiani negli anni ’90 dai conflitti in Abkhazia ed Ossetia del Sud che da bambini, dopo aver perso le loro case e spesso i loro genitori e parenti, furono accolti da famiglie siciliane per trascorrere ogni anno le loro vacanze estive nel nostro Paese.


“ARGO” sarà una banca dati contenente i curricula vitae dei ragazzi, che adesso hanno in media venticinque anni e che frequentando il nostro Paese hanno sviluppato una buona conoscenza dell’italiano. Spessissimo, grazie al continuo sostegno delle famiglie siciliane, essi hanno potuto sollevarsi dalle difficoltà derivanti dai conflitti in Georgia. Il database verrà messo on-line, a disposizione di imprese, associazioni o amministrazioni italiane alla ricerca di personale qualificato in Georgia per investimenti o per l’attuazione di progetti.

Il Progetto, finanziato dalla Cooperazione allo Sviluppo Italiana, sarà attuato da alcuni di quei ragazzi, riunitisi di recente nella sezione giovanile dell’Associazione “Georgia-Italia”, che negli anni novanta curò il progetto di invio dei bambini sfollati in collaborazione con associazioni italiane e grazie a un gemellaggio tra il Comune di Tbilisi e quello di Palermo.

Ai ragazzi dell’Associazione l’Ambasciata ha deciso di concedere un ufficio tra gli spazi che saranno dedicati all’Italia all’interno della “European House”, un edificio storico in Piazza della Libertà (“Tavisupleba Moedani”) a Tbilisi, in corso di ristrutturazione da parte della Presidenza della Repubblica della Georgia, che ospiterà, oltre a un caffé, a una sala conferenze, a una biblioteca, a un chiosco riviste e a una sala informatica, gli uffici culturali dei paesi europei partecipanti all’iniziativa. Spetterà ai ragazzi stessi cercare e contattare gli altri loro coetanei, oggi sparsi principalmente per la Georgia e per l’Italia, per l’inserimento dei loro dati nel database. 

Secondo stime non ufficiali, circa un migliaio di bambini vennero ospitati in Sicilia, e centinaia di loro sono ancora in contatto con quelli che in molti casi essi stessi chiamano i propri “parenti siciliani”. Molti di loro hanno avuto, negli ultimi quindici anni, la possibilità di perfezionare i propri studi in Italia, e sono adesso alla ricerca di un posto di lavoro o di nuove opportunità professionali.

Lo scopo di ARGO è di continuare a  facilitare quei ragazzi nel loro cammino di crescita professionale. “Abbiamo scelto il nome “ARGO” – ha commentato l’Ambasciatore Sandalli – perché, proprio come la nave del mito, che portò Giasone e compagni nella Colchide, l’odierna Georgia, il database sarà uno strumento di navigazione aperto a coloro che vorranno ricavare i frutti della principale ricchezza della Georgia di oggi: la sua gioventù. In qualche modo esso rievocava, inoltre, quei voli charter “avventurosi” che negli anni ’90 portarono così tanti bambini in Sicilia. La loro storia è straordinaria, perché ci dice molto sul grande potenziale derivante dai legami storici tra le società civili dei nostri due paesi. Il fatto che stiamo dando adesso a questi ragazzi, che avevano perso le loro case, uno spazio per sviluppare le loro idee e progetti all’interno della Casa dell’Europa di Tbilisi, nella Piazza della Libertà, è profondamente simbolico. Spero proprio che qui i ragazzi si sentiranno a casa loro”.

Il Ministro Subeliani ha espresso parole di profonda gratitudine per questa e per le altre iniziative attuate dall’Italia a favore del popolo georgiano in seguito ai numerosi conflitti che hanno coinvolto la Georgia negli ultimi due decenni: “non smetterò mai di ringraziare l’Italia – ha commentato il Ministro – per la prontezza e la generosità dei suoi interventi, come quello compiuto dalla Croce Rossa Italiana la scorsa estate a Gori, dove un campo di emergenza montato dagli italiani fu in grado di offrire centinaia di pasti al giorno alle popolazioni sfollate dall’Ossetia del Sud”.

Presenti alla conferenza Manana Khuntsaria, Presidentessa dell’Associazione Georgia-Italia, e Nana Chiqovani, Capo della Sezione Giovanile, insieme agli altri giovani dell’Associazione ed  al Vicario dell’Ambasciata, Franco Impalà, ideatore del Progetto di database.

Guarda il servizio su "Esteri News" del 17 dicembre (nell'ultima parte del telegiornale)

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